Applicazioni mobile: Zite e il personal magazine

C’è qualcosa di più personale, tra tutti gli oggetti di nuova tecnologia che abbiamo a disposizione, del nostro smartphone? Ci segue ovunque, ci affidiamo a lui, ormai, per i bisogni più svariati. Ci facciamo indicare la strada e consigliare ristoranti, ci mantiene in contatto con ogni media che ci interessa. Il nostro smartphone parla con noi e di noi, una vetrina di social network portatile, dalla cover esterna che scegliamo all’immagine dello sfondo del desktop.

Applicazioni mobile

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Ogni servizio, ogni applicazione che scarichiamo sui nostri tablet e sui nostri device mobile, aderiscono alla nostra personalità, soddisfacendo bisogni, desideri e curiosità. Proprio per quanto riguarda la curiosità, sono nati negli ultimi anni, servizi sempre più efficienti di selezione di notizie, dalle news integrate di IOS e Android, alle app dedicate alla ricera automatica e personalizzata di argomenti da tutto il web, direttamente sugli schermi del nostro telefonino. Read more

Giornalismo nell’era digitale (seconda parte)

Qualche articolo fa, vi abbiamo detto la nostra su come sia cambiato il giornalismo negli ultimi anni, adattandosi ai tempi e alle forme del web, inseguendo l’aggiornamento in tempo reale, aggiustando il tiro alla luce dell’informazione contro e di quella indipendente, entrando a contatto e in competizione, in qualche modo, con i toni e i modi di fare divulgazione della generazione dei blogger.

© renaudmeijer

Ma se il giornalismo è cambiato, cos’è successo alla figura dei giornalisti? In un mondo sempre più fatto di parole, usate oggi giorno per fare promozione, assicurare posti in prima fila sui motori di ricerca grazie alle strategie SEO, e non solo per raccontare gli eventi della giornata, come sono cambiati i professionisti delle parole, quelli che un tempo spostavano le montagne da dietro una scrivania e da dietro i tasti di una Lettera 22? Read more

Negozi online in crescita: cronistoria minima dell’e-commerce.

In principio era la new economy.

Molti, moltissimi, quasi tutti pensavano che la rete, il web, e le nuove occasioni create dal magico mondo delle nuove tecnologie di comunicazione fossero una grande gallina dalle uova d’oro. Investimenti massicci, borse che volavano, nuovi indici finanziari appositamente creati per valutare gli andamenti di un settore economico nuovo e in velocissima espansione.

Economia e web, lavoro e internet, commercio e rete erano termini che si affiancavano nei giornali in maniera confusa ed entusiasta. Nessuno aveva un’idea davvero precisa di cosa stesse accadendo. Si sapeva che con la rete c’era modo e maniera di fare soldi, di creare nuovi spazi e nuovi posti di lavoro. La gente comune non sapeva in che modo, percorrendo quali vie. Il web era un misterioso e affascinante mondo che apriva davvero le sue porte a pochi eletti, agli iniziati delle prime web agency, agli affaristi più scaltri e sul pezzo, agli imprenditori coraggiosi che investirono nelle società di provider e di prodotti per il web.

La new economy scese sulla terra. Da un lato perché tutto ciò che sale è destinato a cadere, presto o tardi, e Nasdaq e Mibtel non potevano crescere all’infinito; dall’altro perché gli utenti aumentavano, i linguaggi si diffondevano e semplificavano, i cancelli si aprivano a sempre più persone ed il mondo digitale si sovrapponeva a quello reale con la stessa velocità con cui i sogni e le illusioni dei broker di borsa e dei colossi imprenditoriali si ridimensionavano. Read more

Giornalismo nell’era digitale – Prima parte

A Milano, in questi giorni, si tiene una manifestazione di nome Social Media Week. Un evento in cui i protagonisti della comunicazione web, dal più affermato copywriter responsabile di campagne promozionali milionarie, all’esordiente neolaureato in scienze delle comunicazioni, stagista presso la web agency del proprio paese, discutono della direzione che la sfera digitale prenderà nel futuro, immediato o meno, nel nostro paese.

Un’occasione importante, che si sovrappone alla Settimana della Comunicazione di Settembre, allo IAB Forum di Ottobre, e ad altre manifestazioni più o meno famose, più o meno importanti, più o meno utili, che, oltre a dare indicazioni di rotta e a fare punti sulla mappa, gridano forte un concetto tutto italiano: di digitale si parla tanto, ma si fa poco. Ancora troppo poco.

Non c’è dubbio che la comunicazione online, in Italia, in molte delle sue declinazioni, sia in ritardo rispetto alla media europea. Eppure, ci sono ambiti in cui il cambiamento è giunto prima, nicchie della rete che hanno già o stanno già prendendo una fisionomia precisa, settori ben definiti che danno vita a situazioni nuove, figure professionali composite, in pieno cambiamento e decisamente interessanti da analizzare.Prima e sopra ogni altra, quella del giornalista. Read more

Applicazioni Smartphone – Il caso Ruzzle

Qual è l’applicazione più scaricata su Android e iPhone nelle ultime settimane?
Come spesso succede nel mondo delle app per smartphone, si tratta di un videogame. Un gioco di nome Ruzzle, prodotto dalla software house MAG. E già posso sentire, in molte delle orecchie dei lettori il caratteristico “PRIIN” che accompagna ogni successo, ogni punto segnato, ogni parola trovata nello schema di lettere sul proprio display.

Sì, lettere e parole. Perché Ruzzle è un segno dei tempi, una manifestazione vivente della potenza del riciclaggio, un emblema vitale del postmodernismo e di come l’innovazione tecnologica, spesso, non serva a regalarci nuove funzioni e nuove frontiere, ma a riproporci quelle vecchie, magari dimenticate, aggiornandole tecnicamente alle nostre abitudini ormai mutate. Read more